Carrello

DiarioEventiGite Fuori PortaIn Bici con SessantalloraNews

Gita fuori porta al Giro d’Italia – 2020 – REPORT

By Ottobre 27, 2020Novembre 10th, 2020No Comments
Gita fuori porta al Giro d'Italia 2020

Giovedì 15 Ottobre, gita fuori porta al Giro d’Italia. Località Cesenatico, è il gran giorno della 12° tappa, sul percorso della 9 Colli. 205 chilometri per 3800 metri di dislivello, su è giù per le salite del mitico Marco Pantani, un percorso epico che in centinaia di migliaia di appassionati hanno percorso in questi anni.

Come Team Sessantallora abbiamo pensato di portare i nostri ‘’ragazzi’’ a vedere il Giro, in sella alle nostre bici, con l’assistenza e il supporto della nostra ammiraglia, dello staff e con tanto di fotografo al seguito.

Il ritrovo è a Budrio di Forli, il tempo non è dei migliori, ma come assicura ‘’il capitano’’, il sole brillerà su di noi.

Alle 09:00 in punto partiamo, il cielo è grigio, molto grigio a dire il vero, ma pedalando verso Bertinoro per affrontare la prima delle quattro salite da noi programmate, il meteo migliora ed in cima al Polenta spunta addirittura il sole.

Affrontiamo le prime rampe tutti insieme passando per  strade con addobbi rosa ovunque; che spettacolo, la gente è già in strada ad aspettare i corridori, quelli veri non noi. Ci distinguiamo comunque per il nostro spirito allegro e goliardico, facendo battute e salutando tutti.

La prima asperità passa via veloce, breve discesa ed iniziamo a pedalare per la lunga ma dolce ascesa di Pieve di Rivoschio. La strada è veramente bella, si sale dolcemente in mezzo ai boschi per poi trovare crinali ‘’scoperti’’ dove il sole scaldando la terra fa evaporare l’acqua caduta la notte prima. Sembra di essere in un film ambientato al Nord, in mezzo alla nebbia con i raggi del sole che filtrano. Uno show per la vista. In questo punto facciamo numerose foto al passaggio dei nostri ragazzi, prima della discesa che ci porterà verso la terza salita.

Adesso tocca al Ciola, 6 km non facili, con pendenze dure a parte l’ultimo km. Si fatica a salire, sono già tre ore che siamo in sella e alcuni iniziano a sbuffare, ma il peggio deve ancora venire… manca ancora il mitico ‘’Barbotto’’.

Ci siamo, lo dobbiamo affrontare, siamo al bivio quando un simpatico addetto alla sicurezza stradale non ci fa passare, dice che arrivano i professionisti da li a breve e non può farci salire. Non facciamo polemica anche se si è sbagliato di circa un’ora ma va bene cosi. Guardiamo la mappa e troviamo una soluzione alternativa per raggiungere Sogliano in orario per il passaggio del Giro.

L’alternativa non è per niente facile, 11 km di salita tostissima, con strappi a doppia cifra per diversi km.

Scolliniamo stanchi ma ce l’abbiamo fatta, scendiamo veloci verso il bivio dove ci attende la corsa.  Siamo in anticipo, ci cambiamo, ci asciughiamo, il nostro staff ci offre da bere e da mangiare, ma noi siamo già in ansia per vedere i ciclisti.

Iniziano ad arrivare le macchine dell’organizzazione e ci posizioniamo su una curva con i cellulari in mano pronti ad immortalare gli atleti. Si sentono le sirene, la tensione sale, eccoli ci siamo, uno, due, tre, quattro…. e via. Sono i primi fuggitivi, solo pochi secondi, vanno fortissimo, arriva anche il gruppo. Cerchiamo di vedere i nostri campioni preferiti ma proprio in questo momento, con la stessa velocità con cui passano i corridori, arriva anche un bel acquazzone.

In due minuti siamo fradici ma continuiamo a restare impalati lungo la strada per vedere scorrere tutto il gruppo, urlando per cercare di incitarli e dargli un pò di sostegno, almeno speriamo sia così. Tutto finisce in pochi minuti, ore di attesa per pochi secondi e qualche immagine che rimarrà impressa nel nostro cervello per sempre, questo è il bello di chi ama il ciclismo, quello vero.

La nostra giornata prosegue non nel migliore dei modi, è il diluvio, i nostri ragazzi sono tutti fradici e per trovare un bar o un’osteria ci mettiamo 10’, il tempo di congelare. Alla fine troviamo una pizzeria che ci sforna pizze a raffica, seduti al caldo con la tele in diretta sul giro, non è andata poi cosi male.

ll bello viene adesso: si riparte verso Budrio, ancora 23 km di leggera discesa e qualche strappetto taglia gambe, qualcuno non vuole ripartire perché fa freddo e continua piovere. Il capitano spiega a tutti che il ciclismo è anche questo, che in furgone o salgono tutti o non sale nessuno, perciò poche balle e pedalare, in discesa verso il nostro ritrovo..

Chiudiamo la giornata con la felicità di aver visto il giro, i campioni e di aver pedalato su strade che hanno fatto la storia delle due ruote in Romagna, il tempo ha fatto i capricci ma tutto l’insieme ha reso questa giornata unica e indimenticabile nel “nostro libro” dei ricordi.

Leave a Reply

X